Birra Italiana Artigianale ed altre infezioni

Premessa: questo post non ha alcun tipo di intento accusatorio,denigratorio nè tantomeno polemico.

Negli ultimi mesi è un susseguirsi di notizie sulla tanto decantata “Birra Italiana Artigianale”: si moltiplicano i beer  shop, le dugustazioni, i locali con mescita e siamo arrivati a trovare bottiglie artigianali anche presso alcuni punti della grande distribuzione.

Grande è l’attenzione di media e pubblico dedicata al fenomeno solo che…solo che tra le ultime 5 bottiglie di “Birra Artigianale” provate nell’ultimo mese:

1 aveva colore troppo scuro per lo stile cui apparteneva e un gusto spento/stantio.
1 ha fatto la “fontanona
1 aveva aroma di solvente, niente schiuma e colore troppo scuro per lo stile.
1 avrebbe dovuto essere una lambic alle pere, ma era aceto puro.
1 era a posto (ed è da considerare una “low cost”).

morale..una trentina di euro buttati nel lavandino.

Non avendo numeri di lotto preferisco glissare sui nomi dei birrifici (tutti comunque tra i più affermati ed in voga). Il punto è che in un periodo in cui si fa un gran parlare di responsabilità dei blogger visti come una fonte di grande disinformazione da una parte importante della comunità brassicola italiana, una polemica sull’annosa questione dei prezzi, e un’accusa di apologia del terrorismo al collettivo birra (!!!) non ho visto/sentito nulla  riguardo alla qualità delle birre italiane negli ultimi tempi.

Probabilmente si tratta di sfortuna e mi sono capitate 4 bottiglie infette su 5, ma siamo sicuri che questa sfortuna non sia sintomo di qualcosa di più grande?

E sopratutto quanto può essere deleteria una bottiglia infetta venduta ad un ignaro neofita, anche  considerandone il prezzo della stessa?

3 Risposte a questo post.

  1. Pubblicato da Dieghino in 31 luglio 2011 alle 1:20 pm

    Ciao Diego….sarà che i birrifici italiani sono nati da pochi decenni, sarà che in Italia la Cultura della birra non è mai riuscita ad insediarsi,sarà tante altre cose….ma è vero che spesso le birre artigianali estere sono migliori. Non posso darti torto.
    Diego (Oro Birra)

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  2. Sarà perché molti birrai sono home brewer ed il testo di riferimento è la guida scaricabile in rete?
    Sarà perché producono in Piemonte e vendono in Calabria o viceversa ed adottano tecniche di conservazione buone dalla cantina al soggiorno?
    Sara che la maturazione in bottiglia non è il massimo come tecnica di conservazione?
    Sarà che nonostante quanto scritto in etichetta quasi nessuna birra è realmente rifermentata in bottiglia?
    Sarà che pensano a quanto risparmiano facendo tutto da soli e non a quanto ci perdono quando devono ritirare una partita.
    Sarà che molti si affidano ai distributori maldestri, perché non hanno capito che il guadagno sta nella distribuzione, più che nella produzione?
    Sarà?

    Replica

  3. Pubblicato da Trane in 14 settembre 2011 alle 8:06 am

    purtroppo mi devo trovare a confermare, ultimamente ho preso parecchie cantonate. forse Cerevisia ha ragione (come al solito).forse
    Meno male che c’è qualcuno che ogni tanto dice le cose come stanno

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