Brewfist Spaceman

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il birrificio Brewfist ha aperto nel 2010, ha un immagine ed un immaginario giovane&fresco  (eccovi il loro blog) ed il 2011 è stato un’annata che ha dato loro diverse soddisfazioni; questa Spaceman, India Pale Ale, è un pò la loro flagship beer e dopo averla goduta un paio di volte alla spina ora mi trovo alla prova della bottiglia ( da 33 cl,nota di merito).

Nel bicchiere è di un giallo tendente all’arancio, decisamente opalescente. La schiuma è color ocra, fine e persistente.
Al naso dimostra di sapere il fatto suo: un bel mix agrumato da cui fuoriesce vincitore il mandarino (in buona compagnia col pompelmo)  che si va a sposare con sentori di melone e pesca e una punta resinosa.
In bocca il corpo è abbastanza importante ma comunque  risulta  alleggerito da una carbonazione consistente; al palato  dopo un breve attacco “mieloso” sopraggiungono note di  frutta esotica e melone e, anche qui, accenni resinosi che si vanno ad infrangere su un finale decisamente secco e vegetale che asciuga la bocca ed invita a continuare. Una birra davvero ben fatta che riesce a mascherare tranquilamente i 7% e nonostante i 70 ibu non risulta troppo estrema. Per essere aperti da così poco i ragazzi della Brewfist sono davvero sulla buona strada (anche considerando quella meraviglia che è la “Fear”) speriamo riescano a mantenere una certa costanza qualitativa nel tempo. [dLc]

Paese: Italia

Servita a 9°

ABV: 7%

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Girovagando tra gli Stand dell’IBF Torino 2011

Come al solito questo post è poco attendibile e decisamente (non) imparziale per cui prendetene le informazioni con la dovuta cautela…

Si è appena concluso L‘Italian Beer Festival di Torino, le impressioni che ne ho ricevuto sono tutte decisamente  positive, partendo dal buon afflusso di pubblico che anche quest’anno ha partecimato in maniera consistente ed entuasiasta alla manifestazione. Ciò mi lascia per la seconda volta dubbioso e non spiega appieno le attuali difficoltà che incontra ancora la birra di qualità ad affermarsi sulla piazza sabauda .

Parlando con avventori, standisti e parte del pubblico mi sembra che la qualità complessiva della manifestazione si sia rivelata in ottima salute; le birre mi sono parse mediamente in forma con alcune punte d’eccellenza che hanno dato al tutto la giusta dimensione professionale.

Partirei in primis con il birrificio Bad Attitude che presentava in antemprima la Dude (birra disponibile commercialmente solo dal prossimo anno) una bella interpretazione in stile Double (american) IPA :al naso sentori di frutta esotica, passion fruit e ananas, il tutto sottolineato dal taglio decisamente resinoso.In bocca si rivela perfettamente coerente riuscendo a calibrare alla grande i sentori luppolati con una bella base di malto imponente.
Una birra che si ferma giusto un passo prima di una imperial ipa americana: meno aggressiva, ma decisamente più  bevibile (in termini di facilità alla beva)
praticamente tutti quelli che l’hanno assaggiata hanno espresso un parere positivo.
La Prunus di Birra del Borgo: ancora una volta la Duchessa si dimostra una birra meravigliosa per la sperimentazione, la Prunus è  una fruit beer in cui  la presenza acetica  viene bilanciata dai deliziosi sentori   rilasciati dalle  ciliegie messe a macerare nel tino di fermentazione. L’unico fusto è finito in 2 ore..

Buonissima anche la Dave dei gypsy brewers di Buskers Beer, una APA in cui il luppolo gettato in ogni fase dilavorazione ha dato sentori particolarmente freschi (il fruttato che ne esce all’aroma è eccezionale) e deliziosamente bilanciati da una bella base di malto. La seconda ottima prova per loro.

Un’ennesima conferma dell’ottima salute di cui godono i giovani  Brewfist con la deliziosa Spaceman attualmente una delle migliori birre italiane in circolazione (per quanto mi riguarda) e la calibratissima Fear  stout che gioca sul fili del rasoio giocando tra la dolcezza di lattosio+fave di cacao e i sentori dei malti tostati.

Una nota particolare per la vincitrice Harvest del Birrificio San Paolo: IPA creata con i luppoli appena raccolti, un aroma di cascade inebriante; il birraio ce l’aveva detto che quest’anno il raccolto era di qualità superiore ed effettivamente la Harvest 2011 è addirittura migliore di quella dell’anno scorso. Imperdibile.

Per finire un saluto ed un ringraziamento anche a tutti i ragazzi di ADB Piemonte che con passione e costanza hanno permesso lo svolgimento della manifestazione. Arrivederci al prossimo anno! [dLc]